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La conservazione dei manufatti cartacei è un imperativo di ogni società in quanto ha il compito di  preservare, custodire e tramandare, attraverso i libri e i documenti cartacei, le conoscenze accumulate lungo secoli di storia.
Tanto maggiore è il valore di tale imperativo allorché esso è riferito alla conservazione di testi dell'area del Mediterraneo e, specificamente, di Paesi come Egitto e Italia, dove la numerosità dei testi e dei documenti di archivio non si limita a libri, giornali e riviste ma anche a riproduzioni d'arte, a carte geografiche, a fotografie e a manoscritti in grado di esprimere le più significative e preziose tracce di conoscenze culturali che sia possibile mettere a disposizione degli uomini del nostro tempo e di quelli delle generazioni future.

Pubblicato in Eventi
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Scienzaonline Anno 6° n. 66 luglio 2009

Scienzaonline Anno 6° n. 66 luglio 2009

Pubblicato in Numero uscita
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Angolo UE luglio 2009

Bandi
La European Science Foundation invita a presentare proposte per i Research Networking Programmes - 2009
Un ESF Research Networking Programme è un'attività di networking che mette insieme attività di ricerca finanziate a livello nazionale per 4-5 anni e che siano dedicate ad un tema o ad una infrastruttura di ricerca rilevanti a livello europeo con l'obiettivo di far avanzare le frontiere della scienza.
Tra gli obiettivi chiave:

Pubblicato in UE
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Il cranio di Mozart

Sul grande Mozart le storie sono tante, a cominciare da quelle che lo ritraggono come un ex bambino prodigio mai cresciuto, uno scavezzacollo, un genio senza pari, un incompreso rivoluzionario che pagò la sua voglia di libertà con la stessa vita… La sua morte, poi, avvolta da sempre nel mistero, ha fatto scrivere oceani d’inchiostro agli studiosi ed ai romanzieri, dalla malattia all’omicidio ogni tesi è stata presentata.
Anche dopo morto Mozart ha continuato a girare per la mente di tutti. Prova ne è la leggenda del ritrovamento del suo cranio, che narra di un becchino che al momento della deposizione nella fossa comune a Vienna avrebbe messo intorno al collo della salma un filo di metallo in modo da poterla riconoscere. Tale sconosciuto individuo avrebbe in seguito segnalato la presenza della reliquia nella fossa al fine di poterla recuperare e farne dono ad un museo cittadino.

Pubblicato in Medicina
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Un ospedale a misura di donna

E’ stato inaugurato  il 13 giugno il nuovo punto nascita dell’Azienda Ospedaliera G. Brotzu. Alla manifestazione sono intervenuti  l’assessore all’Igiene e Sanità Antonangelo Liori , il presidente della Commissione Sanità Felicetto Contu e Monsignor Giuseppe Mani che ha tagliato il nastro e impartito la benedizione dei locali. Il direttore generale Dottor. Giorgio Sorrentino  e il primario di ostetricia e ginecologia Dottor. Costantino Marcello hanno illustrato il reparto, mostrando i nuovi macchinari e le modernissime tecniche di monitoraggio presenti.
Nel nuovo punto nascita gli ambienti sono accoglienti e vivaci , i macchinari se pur altamente tecnologici hanno l’aspetto di oggetti quasi ludici per forma e colore e il tutto da l’impressione di un posto piacevole in cui stare e rassicurante per la propria salute e quella del proprio piccolo.

Pubblicato in Medicina

Una ricerca internazionale di prossima pubblicazione su PLoS ONE  ha individuato alcuni fattori che impediscono la formazione di nuovi neuroni, ad opera di staminali cerebrali, dopo un episodio di ischemia cerebrale. Un modello matematico ha permesso di confermare il ruolo dei fattori di inibizione e di simulare l’attività di queste cellule durante la crisi, aprendo la strada anche a una sperimentazione più affidabile di nuovi farmaci che siano in grado di potenziare l’azione delle staminali ‘riparatrici’.
Durante un'ischemia cerebrale, quando il sangue non arriva più a una porzione del cervello, per esempio a causa dell'ostruzione di un vaso sanguigno, alcuni neuroni cominciano a morire per mancanza di ossigeno e altri elementi nutritivi necessari al metabolismo della cellula cerebrale. L’ischemia, nei casi più gravi, può portare all’ictus, una malattia che in Italia colpisce ogni anno 200 mila persone ed è la terza causa di morte. Ma possono nascere nuovi neuroni, al posto di quelli ‘morti’? In teoria sì, ma in pratica le cose sono molto più complesse. Infatti, nonostante l’intensa attività di ricerca degli ultimi dieci anni sulla possibilità di generare nuovi neuroni in un cervello adulto, restano ancora da capire molte cose in questo campo.

Pubblicato in Neuroscienze
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Sardegna preziosa... anche per la genetica

Il patrimonio genetico dei sardi è oggetto di studio da parte di numerosi scienziati. Nell’ultimo decennio la ricerca è stata focalizzata principalmente sulla speciale longevità di alcuni ceppi di popolazione sarda (es. progetti AkeA presentato nel 2002 e PogeNIA nel 2001).Oggi  l’indagine si è ampliata a seguito del riscontro di un aumento significativo delle malattie autoimmuni e/o dismetaboliche nell’isola. Le patologie più segnalate sono: il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla, la tiroidite cronica e la celiachia.
La Sardegna è un osservatorio unico e prezioso per lo studio epidemiologico di tali malattie di matrice genetica o autoimmune la cui eziologia non è ancora chiarita. Essa rappresenta quello che epidemiologi e genetisti definiscono un “isolato genetico”, cioè una popolazione geneticamente omogenea che ha una localizzazione geografica isolata, presenza di barriere linguistiche, numero di fondatori ridotto, frequenti matrimoni all’interno dello stesso paese, scarsa emigrazione ed immigrazione.

Pubblicato in Genetica
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

20 luglio 1969: la Luna

Buzz Aldrin sulla Luna 20 luglio 1969Il 20 luglio del 1969 l’uomo, con Neil Armstrong, metteva per la prima volta piede su un corpo celeste che non era la Terra. Quell’impresa apriva e chiudeva un’era. L’era della conquista dello spazio e della competizione tra USA e URSS. Quel primo fondamentale passo, che apriva l’uomo all’esplorazione umana del Cosmo, rappresentava però anche la implicita fine della corsa alla Luna. Poco più di tre anni dopo, con la missione Apollo XVII, si concludevano le missioni umane con obiettivo il nostro satellite e il mondo spaziale, allora unito verso quell’unico obiettivo, perdeva interesse verso il pallido chiarore della Luna, che tornava ad essere oggetto dei rimandi romantici a cui poeti e romanzieri e poi ancora cineasti, si sono ispirati. Il mondo spaziale tutto, in primo luogo ancora USA e URSS, rivolgeva la propria attenzione verso altri corpi celesti, Venere, Marte, Mercurio e poi Giove, lo stesso sole, mentre l’uomo nello spazio faceva scegliere alle due potenze spaziale vie diverse, lo shuttle, per gli USA, le stazioni orbitanti per l’URSS.

Pubblicato in Planetologia
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

A caccia d'acqua sulla Luna

Fotomosaico della Luna - credits NASAOcchi puntati sulla Luna in questi giorni. E non solo per ricordare la missione Apollo 11, che giusto quaranta anni fa (era il luglio del 1969) portava per la prima volta degli esseri umani a mettere piede sul nostro satellite naturale, ma anche e soprattutto grazie a due missioni della NASA, le prime a raggiungere la Luna (senza astronauti, ovviamente) dopo dieci anni, chiamate LCROSS (Luna Crater Observation and Sensing Satellite) e LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). A loro spetta tra l'altro il compito di risolvere uno dei grandi punti interrogativi che ci restano sulla Luna, che per il resto è tutto sommato il corpo celeste che conosciamo meglio. Ovvero, c'è acqua lassù?

Pubblicato in Planetologia
Martedì, 21 Luglio 2009 00:00

Come e quando su Marte cap. 2

Atterraggio della sonda PhoenixMolte sono ancora le incognite di una viaggio umano su marte. Sia di tipo tecnologico, che di tipo scientifico, o meglio fisiologico.
Attualmente il viaggio di un sonda robotica sul pianeta rosso non può essere inferiore ai sei mesi. La distanza minima tra la Terra e Marte, ovvero quando i pianeti si trovano l’uno opposto all’altro è di 56milioni di chilometri e il razzo che avesse il compito di condurre un equipaggio umano sul suolo marziano non solo dovrebbe avere abbastanza energia per sfuggire alla gravità terrestre, ma anche per resistere all’attrazione solare. Inoltre il vettore dovrebbe avere una capacità di propellente tale da permettere all’equipaggio di lasciare il suolo di Marte vincendo la sua forza di attrazione, che sebbene minore di quella terrestre, è comunque importante. Con le attuali tecnologie è ora impresa ardua. Alcuni anni or sono è stata ipotizzata l’ipotesi di un razzo a propulsione nucleare, le cui incognite sono comunque tali che il progetto è stato per il momento accantonato.

Pubblicato in Planetologia

Medicina

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