I segreti delle iene siciliane: l'evoluzione svelata dal 3D

Emma Bariosco 04 Mar 2026

 


Un team internazionale di ricerca, a guida dell'Università degli Studi di Milano, ha proiettato la paleontologia nel futuro digitale per ricostruire la vita delle iene che popolavano la Sicilia durante il Pleistocene. Grazie a sofisticate analisi tridimensionali sui fossili rinvenuti nella Grotta di San Teodoro (Acquedolci), lo studio — pubblicato sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia — ha svelato dettagli sorprendenti su come l'isolamento geografico abbia modellato il cervello e il corpo di questi antichi predatori.

Un laboratorio evolutivo chiamato Sicilia
La ricerca conferma che la Sicilia del passato ha rappresentato un vero e proprio "esperimento naturale". L’isolamento insulare ha costretto i grandi carnivori, come la iena macchiata (Crocuta crocuta), a percorrere strade evolutive uniche per sopravvivere in un ambiente dalle risorse limitate.

Socialità ridotta: L’uso della tomografia computerizzata (TC) ha permesso di ricostruire i modelli digitali del cervello senza intaccare i reperti.

Differenze strutturali: Rispetto alle iene africane moderne, quelle siciliane presentavano una corteccia frontale meno sviluppata.

Gruppi più piccoli: Poiché tali aree cerebrali gestiscono i comportamenti sociali complessi, gli scienziati ipotizzano che i clan siciliani fossero meno numerosi e gerarchizzati rispetto a quelli attuali.

Adattarsi per sopravvivere: taglia e biologia
Oltre al cervello, anche il corpo ha subito trasformazioni evidenti. L'analisi dei denti e delle ossa indica che questi esemplari erano leggermente più piccoli dei loro "cugini" che vivevano sul continente nello stesso periodo. Questa riduzione della taglia è un tipico segnale di adattamento agli ecosistemi insulari, dove il cibo scarseggiava rispetto alle grandi pianure continentali.

"I resti di San Teodoro dimostrano come i grandi carnivori rispondano in modo plastico all’isolamento, modificando non solo le dimensioni fisiche ma anche la propria ecologia," spiega Raffaele Sardella, paleontologo della Sapienza.

Una collaborazione d'eccellenza
Il successo dello studio è frutto della sinergia tra diverse istituzioni di prestigio:

- Università Statale di Milano (Capofila con il coordinamento di Dawid Iurino)

- Sapienza Università di Roma

- Università di Messina (Museo della Fauna)

- Royal Holloway University di Londra e Università di Bristol

I risultati, disponibili in modalità Open Access, ribadiscono l'importanza internazionale della Grotta di San Teodoro come sito chiave per comprendere i meccanismi dell'evoluzione dei mammiferi in Europa.

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