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Gennaio 2026

 

Ricerca Cnr-In, Fondazione Stella Maris e Iit apre prospettive per la CTD

 

Una terapia genica preclinica che promette di ridurre i sintomi della CTD (Creatine Transporter Deficiency), una rara e grave malattia cerebrale con effetti simili all'autismo, è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra Cnr-In, Irccs Fondazione Stella Maris e Iit. I risultati, appena pubblicati sulla rivista scientifica Brain, offrono una solida prospettiva per l'attenuazione degli effetti della CTD anche su futuri modelli clinici.

Ripristino delle Funzioni Cerebrali
La CTD è una malattia genetica legata al cromosoma X causata da un deficit del trasportatore della creatina. Colpisce lo sviluppo cerebrale fin dalle prime fasi della vita, manifestandosi con disabilità intellettiva, crisi epilettiche e comportamenti dello spettro autistico. Attualmente, non esistono terapie efficaci per questa patologia, che compromette profondamente la connettività tra le diverse aree del cervello.

Pubblicato in Medicina


Una nuova terapia genica preclinica, sviluppata da un team di ricerca italiano, offre una potenziale soluzione per la CTD (Carenza del trasportatore della creatina), una rara patologia cerebrale genetica che causa sintomi simili a quelli dell'autismo, disabilità intellettiva e crisi epilettiche.

Questo studio, condotto da ricercatori del Cnr-In di Pisa, dell'IRCCS Fondazione Stella Maris e dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), ha dimostrato su modelli di laboratorio che una terapia genica somministrata subito dopo la nascita può prevenire o ridurre significativamente i sintomi della malattia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Brain.

Pubblicato in Medicina


Uno Studio dell'Università di Padova Pubblicato su Biomedicine.


Le acque termali salsobromoiodiche della zona euganea, già note per le loro proprietà terapeutiche, possiedono la capacità di ridurre significativamente la risposta infiammatoria scatenata dalla proteina spike del SARS-CoV-2. Questo è il principale risultato della ricerca intitolata Thermal Water Reduces the Inflammatory Process Induced by the SARS-CoV-2 Spike Protein in Human Airway Epithelial Cells In Vitro, condotta da un team dell’Università di Padova su cellule epiteliali delle vie respiratorie umane.

Pubblicato in Medicina
Mercoledì, 01 Ottobre 2025 06:17

A natural treasure on fire

 

The vast Etosha National Park in Namibia, a jewel of biodiversity and one of Africa's largest wildlife parks, was recently devastated by a massive fire. The event consumed approximately one-fifth of its surface, an area stretching over 4,000 square kilometers.

This ecological disaster serves as a painful reminder of how an act of inattention or pure human stupidity can have catastrophic consequences. Investigations into the cause of the fire are still ongoing, but it is believed that the origin can be traced back to some form of human activity, such as charcoal production on a farm near the park. The Etosha tragedy underscores the fragile relationship between protected areas and the human communities surrounding them.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 01 Ottobre 2025 06:06

Un tesoro naturale in fiamme


Il vasto Parco Nazionale Etosha, in Namibia, un gioiello di biodiversità e uno dei più grandi parchi faunistici dell'Africa, è stato di recente devastato da un gigantesco incendio. L'evento ha consumato circa un quinto della sua superficie, un'area che si estende per oltre 4.000 chilometri quadrati.

Questo disastro ecologico serve da doloroso promemoria di come un atto di disattenzione o di pura stupidità umana possa avere conseguenze catastrofiche. Le indagini sulle cause dell'incendio sono ancora in corso, ma si ritiene che l'origine sia da ricondurre a qualche forma di attività umana, come la produzione di carbone in una fattoria vicina al parco. La tragedia di Etosha sottolinea la fragile relazione tra le aree protette e le comunità umane che le circondano.

Etosha, che in lingua Oshindonga significa "grande luogo bianco" a causa della sua immensa salina, ospita una straordinaria varietà di specie animali. È uno dei pochi luoghi al mondo dove si può ammirare il raro rinoceronte nero, oltre a una delle più grandi popolazioni di leoni, branchi di elefanti e giraffe. L'incendio non solo ha distrutto l'habitat di queste specie, ma ha anche messo a rischio la loro stessa sopravvivenza, costringendole a fuggire in cerca di rifugio e cibo. Purtroppo, la fuga degli animali dalle aree protette li espone anche al rischio di bracconaggio, un problema ancora molto presente in Africa.

Pubblicato in Ambiente
Martedì, 30 Settembre 2025 10:19

Water: new frontiers of interfacial science

 

An emerging and highly interesting area of research is the study of water confined at interfaces (the contact surface between two substances), where its molecular properties can differ drastically from those of "bulk water" . Water confined within nanostructures or in contact with material surfaces shows reduced mobility and a unique molecular organization.

New technologies such as scanning microscopy and X-ray spectroscopy are allowing scientists to "see" individual water molecules and measure their subtle interactions with material surfaces. This has led to groundbreaking discoveries, such as water's ability to flow at a speed hundreds of times faster through hydrophobic (water-repellent) nanotubes than through conventional channels.

Pubblicato in Scienceonline

 

Un'area di ricerca emergente e di grande interesse è lo studio dell'acqua confinata a interfacce (la superficie di contatto tra due sostanze), dove le sue proprietà molecolari possono differire drasticamente da quelle dell'acqua "in massa" (bulk water). L'acqua confinata all'interno di nanostrutture o a contatto con le superfici dei materiali mostra una mobilità ridotta e un'organizzazione molecolare unica.

Nuove tecnologie come la microscopia a scansione e la spettroscopia a raggi X stanno permettendo agli scienziati di "vedere" le singole molecole d'acqua e di misurare le sottili interazioni con le superfici dei materiali. Questo ha portato a scoperte rivoluzionarie, come la capacità dell'acqua di fluire a una velocità centinaia di volte superiore attraverso nanotubi idrofobici (repellenti all'acqua) rispetto ai canali convenzionali.

Pubblicato in Scienza generale
Martedì, 30 Settembre 2025 08:28

BiON-M n. 2: Russia's space Noah's Ark in orbit

 

The Russian satellite BiON-M n. 2 (also known as Bion-M No. 2) is a fundamental scientific mission for space exploration. It is part of the BiON program, a historic initiative by the Russian space agency Roscosmos dedicated to space biology research. Its primary mission is to study the long-term effects of deep space factors, such as microgravity and exposure to cosmic radiation, on living organisms.

Mission characteristics 

Launched on August 20, 2025, from the Baikonur Cosmodrome aboard a Soyuz-2.1b rocket, BiON-M n. 2 carried a veritable "mini-menagerie" of living beings into orbit. The biological payload, also known as "useful scientific cargo," included:

75 mice (mus musculus): Mice were central to the research due to their genetic similarity to humans, short life cycles, and heightened sensitivity to radiation. They were divided into experimental groups to monitor their health, behavior, and physiological responses in microgravity.

Pubblicato in Scienceonline
Martedì, 30 Settembre 2025 08:21

BiON-M n. 2: l'Arca di Noè Russa in Orbita

 


Il satellite russo BiON-M n. 2 (anche noto come Bion-M No. 2) è una missione scientifica fondamentale per l'esplorazione spaziale. Fa parte del programma BiON, un'iniziativa storica dell'agenzia spaziale russa Roscosmos dedicata alla ricerca di biologia spaziale. La sua missione principale è studiare gli effetti a lungo termine dei fattori dello spazio profondo, come la microgravità e l'esposizione alle radiazioni cosmiche, sugli organismi viventi.

Pubblicato in Scienza generale

 

Il cancro al pancreas è noto per essere uno dei tumori più aggressivi. Un nuovo studio del Karolinska Institutet, in collaborazione con l'Ospedale Universitario Karolinska, ha rivelato che le cellule tumorali non si sviluppano solo nel tessuto connettivo (un ambiente tipico di questa malattia), ma colonizzano anche le aree danneggiate del pancreas dove il tessuto normale ha subito alterazioni. Questi risultati potrebbero offrire nuove prospettive sulla progressione del tumore e sul suo trattamento.

Il tumore pancreatico è una patologia particolarmente difficile, e a differenza di molte altre neoplasie, i tassi di sopravvivenza sono rimasti quasi immutati. I ricercatori del Karolinska Institutet hanno ora dimostrato che le cellule tumorali pancreatiche, oltre a diffondersi nel ben noto ambiente ricco di tessuto connettivo, si insinuano anche nelle porzioni danneggiate del tessuto pancreatico normale. In queste aree, il cancro è in grado di creare il proprio microambiente.

Pubblicato in Medicina

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