Settembre 2026
Venerdì, 11 Settembre 2026 10:51

An arm for the Denisovans

Artifacts and faunal remains from Denisova Cave, in the Altai Mountains. The originals were displayed in the temporary exhibition "Le troisième Homme" at the Musée national de Préhistoire in Les Eyzies-de-Tayac, France. They are not from Bianfu Cave: they come from the site that gave the group its name.
Thilo Parg / Wikimedia Commons — License: CC BY-SA 4.0

 

Four and a half centimetres of bone, found among sixty thousand fragments in a cave in Yunnan. The DNA had not survived; the proteins had. And the radius that emerged looks neither like us nor like Neanderthals: it looks like both, in different places.

Denisovans are the only extinct human group we know almost entirely through genetics. They were identified in 2010 from a fragment of finger bone found in a cave in the Siberian Altai: not from a skull, not from a skeleton, but from a DNA sequence that matched neither us nor Neanderthals.

Pubblicato in Scienceonline
Venerdì, 11 Settembre 2026 10:42

Un braccio per i Denisova

Manufatti e resti faunistici dalla grotta di Denisova, nei monti Altai. Gli originali erano esposti nella mostra temporanea «Le troisième Homme» al Musée national de Préhistoire di Les Eyzies-de-Tayac, in Francia. Non provengono dalla grotta di Bianfu: sono i reperti del sito che ha dato il nome al gruppo umano di cui l’articolo si occupa. Thilo Parg / Wikimedia Commons — License: CC BY-SA 4.0


Quattro centimetri e mezzo di osso, trovati fra sessantamila frammenti in una grotta dello Yunnan. Il DNA non si era conservato, le proteine sì. E il radio che ne è uscito non somiglia né a noi né ai neandertaliani: somiglia a entrambi, in punti diversi.


I Denisova sono l’unico gruppo umano estinto che conosciamo quasi soltanto attraverso la genetica. Furono identificati nel 2010 da un frammento di falange trovato in una grotta dell’Altai siberiano: non da un cranio, non da uno scheletro, ma da una sequenza di DNA che non corrispondeva né a noi né ai neandertaliani.
Da allora l’elenco dei reperti sicuri è cresciuto poco: una mandibola e una costola da una grotta dell’altopiano tibetano, una mandibola ripescata nello stretto di Taiwan, un cranio quasi completo da Harbin, nel nord-est della Cina. Del corpo sotto il collo si sapeva praticamente nulla: una falange e una costola.

Pubblicato in Paleontologia


 

Uno studio internazionale guida Sapienza ha individuato probabili segni di micosi in cinque scheletri umani risalenti tra la tarda Antichità e l'alto Medioevo. La ricerca, apparsa su Scientific Reports, introduce un modello diagnostico innovativo per la paleopatologia.

Metodologia e dettagli dello studio

Mentre oggi le infezioni da funghi sono una preoccupazione sanitaria in crescita, la loro diffusione antica rimane un campo poco esplorato a causa della difficoltà nel distinguere le lesioni micotiche da quelle di altre malattie sui resti scheletrici. Per superare questo ostacolo, il team ha unito la paleopatologia classica alla tomografia computerizzata e alla ricostruzione 3D:

Analisi avanzata: Le tecnologie digitali hanno consentito di esaminare zone interne del cranio altrimenti inaccessibili, come le cavità nasali e le impronte dei vasi meningei.

Nuovo approccio diagnostico: Come spiegato da Ileana Micarelli (Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza), è stato applicato un "threshold method" che suddivide i tratti scheletrici in base alla loro forza diagnostica (fortemente diagnostici, diagnostici o suggestivi) per rendere la diagnosi delle micosi più trasparente e replicabile.

Pubblicato in Paleontologia

L'utilizzo diffuso delle app di navigazione satellitare come Google Maps e TomTom può alterare il traffico delle città, incanalando le auto sulle medesime arterie stradali e riducendo i vantaggi ambientali quando gli utenti diventano troppi. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su Nature Communications, realizzata da Cnr-Isti, Università di Pisa e Scuola Normale Superiore di Pisa.I risultati della ricerca
Analizzando le simulazioni del traffico nelle città di Firenze, Milano e Roma con varie percentuali di utilizzo dei servizi di navigazione (da 0% a 100%), lo studio ha evidenziato diverse dinamiche:

Concentrazione dei percorsi: All'aumentare degli utenti che usano i navigatori, i veicoli vengono indirizzati verso un numero inferiore di strade, prediligendo grandi arterie e autostrade. Negli scenari con adozione al 100%, la varietà delle rotte crolla fino al 14% rispetto a una guida senza indicazioni algoritmi.

Pubblicato in Tecnologia
Mercoledì, 09 Settembre 2026 10:25

Twenty thousand boys alone. Not a colour, an age


Reported sexual violence in Italy is at a record high. For the first time, and for two years running, foreign minors reported to police outnumber Italian ones. The numbers say where to look. And where not to.

On Friday 4 September, at about five in the afternoon, a six-year-old girl was walking with her mother in the San Donnino park in Bologna. Five children came up to her. The mother looked away for a moment. When she turned back, her daughter was on the ground and the five were running. Kicks to the legs. The girl was examined at the Sant'Orsola hospital and sent home. The mother told the police she had never seen them before. She gave a rough description: between six and ten years old. No one has been identified. If they are, they cannot be charged: in Italy criminal responsibility starts at fourteen.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 09 Settembre 2026 10:17

Ventimila ragazzi soli. Non è un colore, è un'età


Le violenze sessuali in Italia sono ai massimi. Per la prima volta, per due anni di seguito, i minorenni stranieri denunciati superano gli italiani. I numeri dicono dove guardare. E dove no.

Venerdì 4 settembre, verso le cinque del pomeriggio, una bambina di sei anni camminava con la madre nel parco di San Donnino, a Bologna. Cinque bambini le si sono avvicinati. La madre si è distratta un attimo. Quando si è voltata, la figlia era a terra e i cinque scappavano. Calci alle gambe. La bambina è stata visitata al Sant'Orsola e rimandata a casa. La madre ha detto alla polizia di non averli mai visti. Ha dato una descrizione sommaria: tra i sei e i dieci anni. Nessuno è stato identificato. Se lo saranno, non sono imputabili.
La storia ha fatto il giro dei giornali in un giorno. Il Garante per l'infanzia l'ha definita inaudita. Un partito ha chiesto più pattuglie. Un'associazione di docenti ha chiesto di non chiamare baby gang cinque bambini di otto anni. Tutti avevano una parola per l'aggressione. Nessuno aveva un numero.

Pubblicato in Attualità

 

Il benessere umano passa anche attraverso la tutela degli insetti impollinatori. È questo il principio guida del report “La città degli impollinatori: più spazio alla natura, più benessere per le persone”, presentato dal WWF per l'apertura della decima edizione di Urban Nature, il Festival della natura in città in programma il 3 e 4 ottobre 2026.

L'importanza degli impollinatori e il nodo della salute globale

Oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende dall'impollinazione animale, eppure queste specie affrontano un calo drammatico: in Europa risultano in contrazione quasi il 40% dei sirfidi, il 15% delle farfalle e il 10% delle api selvatiche, a causa di inquinamento, uso di pesticidi, perdita di habitat e cambiamenti climatici.

Pubblicato in Ambiente


Nipah has a case fatality rate between forty and seventy-five per cent and a reproduction number below one. That is why it frightens us, and it is also why after twenty-eight years it still has no licensed vaccine.

In 1998, on the pig farms of Malaysia, a new disease appeared. Encephalitis, high fever, coma. Two hundred and sixty-five confirmed cases, one hundred and five deaths. The virus took its name from the village of Sungai Nipah.
The natural reservoir is fruit bats of the family Pteropodidae, the flying foxes. From bats the virus reaches humans through direct contact, through contaminated food, or via an intermediate host. In Malaysia it was pigs. In Bangladesh it is mainly raw date palm sap, collected overnight in vessels where bats come to drink.

Pubblicato in Scienceonline


Il Nipah ha una letalità fra il quaranta e il settantacinque per cento e un numero di riproduzione inferiore a uno. È la ragione per cui fa paura, ed è anche la ragione per cui dopo ventotto anni non ha un vaccino autorizzato.

Nel 1998, negli allevamenti di maiali della Malesia, comparve una malattia nuova. Encefalite, febbre alta, coma. Duecentosessantacinque casi accertati, centocinque morti. Il virus prese il nome dal villaggio di Sungai Nipah.
Il serbatoio naturale sono i pipistrelli della frutta della famiglia Pteropodidae, le volpi volanti. Dai pipistrelli il virus passa all’uomo per contatto diretto, per consumo di alimenti contaminati, o attraverso un ospite intermedio. In Malesia furono i maiali. In Bangladesh è soprattutto la linfa di palma da dattero, raccolta di notte nei recipienti dove i pipistrelli vanno a bere.
Da allora il Nipah torna quasi ogni anno in Bangladesh, e a intervalli in India. Nel 2026 un focolaio si è verificato nel Bengala Occidentale. L’Organizzazione mondiale della sanità lo tiene fra i patogeni prioritari, e così fanno la coalizione internazionale per la preparazione alle epidemie e gli istituti americani della sanità.

Pubblicato in Medicina


Il 6 settembre segna a livello globale il Plastic Overshoot Day 2026, il momento dell'anno in cui la quantità di rifiuti plastici generati eccede la capacità dei sistemi di raccolta e smaltimento di trattarla in sicurezza. Il fenomeno determina un accumulo costante di scarti destinati a contaminare l'ambiente. Nel sessantesimo anniversario dalla sua fondazione, il WWF Italia sottolinea come l'emergenza richieda un'azione collettiva e lancia il documento "Plastica, una rivoluzione da arginare".

Pubblicato in Ambiente
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