Scienze Naturali (57)
Scienze Naturali
Nel Comprensorio Salto-Cicolano i vecchi raccoglitori affermano categoricamente che le lumache sono sparite. Uno studio pubblicato sui Rendiconti Lincei ne ha contate trentaquattro specie in tredici ettari di forra. In Europa un modello costruito su ventimila siti prevede il calo degli uccelli e delle farfalle comuni anche con le politiche migliori. Il cinghiale entra in tutte e tre le storie, ma non entra da solo.

Specie di Molluschi gasteropodi censite in sei aree del Lazio, con la superficie studiata. Fonte delle Vene (Petrella Salto) ne conta 34 in circa tredici ha; il Parco Regionale dei Monti Simbruini, 68 su circa 30.000 ha. Le ricerche differiscono per durata e metodo, e il confronto è quello proposto dagli autori dello studio. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Crucitti et al. (2025), tabella 3.
I coralli di Steigen e i farmaci che vengono usati negli allevamenti di salmone
27 Set 2026 Scritto da Guido Donati
Nei fiordi del Nordland, in Norvegia, a trecento metri di profondità, cresce il corallo d’acqua fredda che forma la scogliera più lunga conosciuta. L’Università Nord e l’Istituto di ricerca marina norvegese lo hanno esposto ai farmaci contro i pidocchi di mare e all’antivegetativo steso sulle reti delle gabbie.

Una colonia di Desmophyllum pertusum sul fondo marino norvegese: le scogliere di questo corallo danno riparo e cibo a pesci e invertebrati. (Foto: Mareano / Istituto di ricerca marina norvegese)
File: foto «Desmophyllum pertusum corals are important habitats…», allegata al comunicato di Nord University su AlphaGalileo, 24 settembre 2026. Da scaricare a mano.
Un abete a 2520 metri. I Grigioni ricontano la loro flora dopo novant’anni
26 Set 2026 Scritto da Guido Donati *Fra il 1932 e il 1935 Josias Braun-Blanquet ed Eduard Rübel pubblicarono la prima flora completa del Canton Grigioni. Il progetto Flora Raetica, guidato dall’istituto svizzero SLF di Davos e dal WSL con l’aiuto di volontari, rifà quel censimento pianta per pianta. Le piante salgono di quota con il caldo.

Christian Rixen (a destra), co-direttore di Flora Raetica, e Ingrid Jansen (a sinistra), coordinatrice del progetto, identificano le specie vegetali su un pendio ai piedi dello Jatzhorn, vicino a Davos. Fotografia dal comunicato dello SLF del 24 settembre 2026, messa a disposizione gratuitamente per l’uso in relazione al comunicato. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG
Tutti conoscono la conchiglia. Quasi nessuno ha visto l’animale che la fabbrica: un gasteropode di due centimetri che vive a coppie sul bordo della barriera, cambia forma secondo la marea, segue le scie degli altri e cova le uova col piede. Primo di una serie sulle cowrie.

Monetaria moneta viva con il mantello esteso sopra la conchiglia, che resta nascosta; a sinistra un tentacolo. Fotografata a Guam, Micronesia, nel 1980, a mezzo metro di profondità, sotto una pioggia torrenziale. Foto Stefano Gargiullo, pubblicata con il suo permesso.
Nelle campagne di Romagna e di Lunigiana si ingoiava una lumaca cruda, tolta dal guscio, per curare l'ulcera. Il rimedio sopravvive. Della bava sullo stomaco non esiste una prova; del parassita che la lumaca può portare ne esistono molte.

Ciclo vitale di Angiostrongylus cantonensis: dal ratto, ospite definitivo, alle lumache, con guscio o senza (limacce), ospiti intermedi, all'uomo, ospite accidentale in cui la larva non completa lo sviluppo. Schema, non fotografia. Credito: CDC, Division of Parasitic Diseases and Malaria, DPDx. Opera del governo federale degli Stati Uniti, dominio pubblico.
Per anni, da dermatologo, a chi veniva punto da una medusa ho consigliato l'alcol. Ne ero convinto per un motivo di fisiologia. Prima di scriverne sono andato a vedere cosa hanno misurato i laboratori, a Messina e a Barcellona, e ho trovato che avevo ragione a metà. Questo è il racconto di quella verifica.

Nematocisti di Pelagia noctiluca al microscopio ottico dopo cinque minuti in acqua di mare (A), tutte intere, e in aceto (B, C, D), con i filamenti sparati; le frecce indicano i quattro tipi di capsula. Barra di scala: 100 micrometri. Figura 1 del lavoro di Ballesteros e colleghi del 2021, non modificata. Credito: Ballesteros A., Marambio M., Fuentes V., Narda M., Santín A., Gili J.-M., Toxins 2021, Creative Commons Attribution 4.0 (CC BY), https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Ricercatori di UniTo scoprono un nuovo meccanismo di controllo della fioritura
10 Mag 2024 Scritto da Università di Torino
Un lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences USA, condotta da un gruppo di ricercatori e ricercatrici coordinati da Francesca Cardinale, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha indagato sull’effetto che l’ultima classe di ormoni vegetali in ordine di scoperta, gli strigolattoni, ha sulla fioritura. Il lavoro è stato condotto su una specie di grande interesse alimentare, il pomodoro, che è anche una pianta modello per studi molecolari.
La fioritura è una tappa fondamentale nello sviluppo della pianta, ed è un fattore cruciale sia negli ambienti naturali che nell’agricoltura. Per questi motivi è da sempre oggetto di studio, e c’è moltissimo interesse sui fattori interni alla pianta che le permettono di passare dallo stadio giovanile a quello adulto (una sorta di “pubertà”) aprendo la strada alla formazione dei fiori veri. Molti di tali fattori sono ormoni, piccole molecole mobili che influenzano l’attività di cellule e tessuti anche a distanza dal punto di produzione.

Pubblicato sulla rivista scientifica «Biology Letters» lo studio delle Università di Padova e della Pennsylvania che dimostra la comprensione del centro numerico nella specie animale Immaginiamo di contare da 1 a 9: qual è il numero centrale? Che la soluzione sia 5, probabilmente per molti di noi è una risposta piuttosto elementare, tuttavia anche i macachi raggiungono lo stesso risultato.
Lo dimostra lo studio, dal titolo “Relative numerical middle in rhesus monkeys”, condotto dall’Università degli Studi di Padova e dall’Università della Pennsylvania e pubblicato su «Biology Letters». Come gli esseri umani, anche i macachi identificano il centro di una serie numerica e con una sorprendente precisione. La ricerca, coordinata dalla professoressa Rosa Rugani del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, dimostra da parte di questi animali la capacità di identificare l’elemento centrale in una serie di elementi (numerical middle). Nell’uomo la rappresentazione dei numeri avviene principalmente mediante l’uso di simboli, ad esempio i numeri arabi; negli animali le capacità di conteggio sono vincolate a una rappresentazione non simbolica, nota come “senso del numero”. Negli ultimi decenni molto è stato scoperto circa la comprensione animale della matematica primitiva, come ad esempio la capacità di svolgere semplici operazioni aritmetiche o di stimare proporzioni, ma la comprensione del numerical middle era una capacità rimasta – fino ad oggi – inesplorata.
Il senso del ritmo dei "lemuri cantanti" del Madagascar così simili agli umani
25 Ott 2021 Scritto da Università di Torino
Per 12 anni i ricercatori dell’Università di Torino hanno studiato i canti di questi primati a rischio estinzione, riscontrando categorie ritmiche simili a quelle della musica umana.
Oggi, lunedì 25 ottobre, sulla rivista scientifica Current Biology è stato pubblicato l’articolo “Categorical rhythms in a singing primate”, firmato dai ricercatori dell’Università di Torino, dell’ENES Lab di Saint-Etienne e dell’Istituto Max Planck di Psicolinguistica di Nijmegen. Attraverso questa ricerca gli autori hanno studiato gli indri, i ‘primati cantanti’ del Madagascar. I loro canti, registrati nelle foreste pluviali montane, possiedono categorie ritmiche simili a quelle della musica umana. La scoperta di tratti musicali condivisi da specie diverse può fare luce sulla biologia e l’evoluzione di ritmo e musica.
Mentre gli uccelli canori possiedono, come l’uomo, il senso del ritmo, nei mammiferi questa è una caratteristica rara. Un team di ricerca internazionale guidato dai ricercatori senior Marco Gamba (Università di Torino) e Andrea Ravignani (Max Planck Institute) si è messo alla ricerca di abilità musicali nei primati. “C’è un interesse di lunga data nel cercare di capire come si è evoluta la musicalità umana - dichiara Andrea Ravignani - ma questo tratto non è in realtà presente solo negli esseri umani. Cercare abilità musicali in altre specie ci permette sia di costruire un albero evolutivo di queste caratteristiche, sia di capire come le capacità ritmiche si sono originate ed evolute negli umani”.
Radar Marsis: nuova scoperta di un complesso sistema di laghi d'acqua salata sotto la calotta marziana del Polo Sud
06 Ott 2020 Scritto da Università Roma Tre Comunicato
A due anni dalla scoperta di un lago sotto la calotta polare meridionale del pianeta Marte, pubblicata nel 2018 nella prestigiosa rivista scientifica Science da un gruppo di ricercatori e tecnici italiani, un team formato da ricercatori dell'Università Roma Tre, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA, Napoli), dell'Università Jacobs (Brema, Germania), della University of Southern Queensland (Centre for Astrophysics: Toowoomba, Australia) e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha trovato prova ulteriore dell'esistenza di laghi di acqua salata intrappolati sotto il ghiaccio del Polo Sud marziano.
La nuova scoperta conferma quello che un team guidato da Roberto Orosei (INAF), con Elena Pettinelli (Università Roma Tre) ed Enrico Flamini (ASI - Agenzia Spaziale Italiana), aveva annunciato al mondo nel 2018, ovvero che il radar sottosuperficiale MARSIS, uno degli strumenti a bordo della sonda dell'ESA Mars Express, aveva rilevato un'area di forte riflettività a circa 1,5 km sotto i depositi stratificati di ghiaccio e polvere della calotta polare meridionale di Marte. Secondo Orosei e colleghi, l’elevata intensità del segnale riflesso proveniente da un’area di circa 20 km di diametro, avrebbe potuto essere spiegata dalla presenza di un lago d'acqua il cui congelamento sarebbe stato probabilmente impedito da una alta concentrazione di sali. Da allora molto lavoro è stato fatto, sia da parte di membri del gruppo originario che da parte di team internazionali, per comprendere ulteriormente le condizioni geologiche in grado di favorire la presenza di laghi sotto la spessa coltre di ghiaccio di questa zona polare.

