Superare la resistenza acquisita ai trattamenti rappresenta una delle sfide cruciali nella battaglia contro il cancro. Sebbene l'impiego di associazioni di farmaci sia una strategia promettente, la loro elevata tossicità sui tessuti sani rimane un ostacolo significativo. Per prevedere e mitigare tali rischi, un'équipe dell'Università di Ginevra (UNIGE) ha ideato una piattaforma che modella in vitro tre organi particolarmente vulnerabili alle terapie combinate: il rene, il fegato e il cuore. Questa metodologia, rapida e che non richiede l'uso della sperimentazione animale, apre la strada a una valutazione più sicura dei nuovi protocolli terapeutici. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Biomedicine & Pharmacotherapy.

I recenti progressi nell'immunoterapia, nelle terapie mirate e in quelle geniche hanno migliorato notevolmente il tasso di sopravvivenza per le persone affette da neoplasie. Tuttavia, col tempo, molte forme tumorali sviluppano una insensibilità al trattamento, nota come "resistenza acquisita", compromettendone l'efficacia. Questo fenomeno costituisce oggi uno dei maggiori problemi dell'oncologia.


 

Una ricerca congiunta tra Cnr-Ibpm, Sapienza Università di Roma e il Center for Life Nano- & Neuro-Science dell’IIT ha identificato una cruciale molecola di RNA non codificante che gioca un ruolo centrale nel sostenere la vitalità delle cellule cancerose nel medulloblastoma di gruppo 3, la variante più aggressiva dei tumori cerebrali pediatrici del cervelletto. I risultati di questa indagine sono stati pubblicati sulla rivista Cell Death & Disease.

LncMB3: Un Fattore Anti-Morte Cellulare nel Tumore Pediatrico
L'Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm) ha coordinato uno studio che ha portato alla caratterizzazione di uno specifico RNA non codificante lungo (lncRNA). Questo particolare tipo di RNA, che non produce proteine, è risultato fondamentale per la sopravvivenza delle cellule maligne nel medulloblastoma di gruppo 3.


Una ricerca congiunta che ha coinvolto il Cnr-Ibpm, la Sapienza Università di Roma e il Center for Life Nano- & Neuro-Science dell’IIT ha identificato e caratterizzato un particolare tipo di molecola di RNA non codificante. Questa molecola svolge una funzione cruciale nel mantenere in vita le cellule del medulloblastoma di Gruppo 3 , la variante più maligna di questo tumore infantile che si sviluppa nel cervelletto. Il lavoro scientifico è stato pubblicato sulla rivista specializzata Cell Death & Disease.

Lo studio, condotto principalmente dall’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibpm) a Roma , ha isolato un RNA non codificante lungo (lncRNA) —una sequenza che non produce proteine —che è essenziale per la vitalità delle cellule cancerose nel medulloblastoma di Gruppo 3.


Un importante studio dell'Università Statale di Milano, pubblicato su Nature Communications, ha svelato la struttura tridimensionale della proteina NFI-X, un fattore chiave nello sviluppo, nella rigenerazione tissutale e nell'oncogenesi. Questa scoperta apre nuove e significative prospettive per la ricerca sulle cellule staminali, sulle distrofie muscolari e per l'ideazione di nuove strategie terapeutiche antitumorali.

Il Dettaglio Strutturale e il Ruolo Biologico
Il 9 dicembre 2025, due gruppi di ricerca del Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano, sotto il coordinamento di Marco Nardini e Graziella Messina, hanno determinato per la prima volta la conformazione tridimensionale del fattore di trascrizione NFI-X, sia nel suo stato libero che in quello legato al DNA.

Una ricerca condotta dall’Istituto di Neuroscienze (Cnr-In) di Pisa, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Progress in Retinal and Eye Research, descrive un protocollo terapeutico che ha la capacità di rallentare in modo significativo la degenerazione dei fotorecettori (coni) e, di conseguenza, la perdita della funzione visiva tipica di questa malattia. Il team scientifico ha percorso una via innovativa, benché semplice: il riposizionamento di farmaci antinfiammatori di largo impiego, come il desametasone.

Il team di ricercatori del Cnr-In di Pisa ha messo a punto un approccio curativo in grado di moderare notevolmente il deterioramento dei coni della retina e il calo progressivo dell'acuità visiva causati dalla Retinite Pigmentosa (RP).


Studio pubblicato su «Nature Cell Biology» da Padova e Torino fa luce sui meccanismi cruciali che governano le primissime fasi della vita umana.

Ricercatori delle Università di Padova e Torino hanno compiuto un passo avanti significativo nella biologia dello sviluppo, creando un modello tridimensionale di embrione derivato da cellule staminali umane. Questo innovativo strumento permette di osservare e studiare le fasi critiche che l'embrione attraversa al momento dell'impianto nell'utero.


Uno studio innovativo condotto dall'Università Statale di Milano e dalla Fondazione INGM (Istituto Nazionale di Genetica Molecolare) ha svelato un meccanismo cruciale nella regolazione della sintesi proteica (la traduzione), introducendo il concetto di riutilizzo dei ribosomi anziché il loro scarto al termine di ogni ciclo. Il Protagonista: eIF6 e la Sua Regolazione
La ricerca, pubblicata sulla rivista Molecular Cell, si concentra sul fattore di traduzione eIF6, una proteina essenziale per l'assemblaggio delle "fabbriche" cellulari delle proteine, i ribosomi.

Il Ruolo dell'Interruttore: I ricercatori, guidati dal Prof. Stefano Biffo, hanno scoperto che la fosforilazione di eIF6 (l'aggiunta di gruppi fosfato) funge da vero e proprio interruttore di regolazione della velocità ed efficienza della produzione proteica.


Un nuovo ceppo di influenza A, denominato H3N2 subclade K, si sta diffondendo con sorprendente rapidità in Regno Unito, Europa occidentale, Giappone e Nord America. Il Global Virus Network, coalizione di virologhi esperti in oltre 40 paesi, ha emesso un allarme nei giorni scorsi, sottolineando che questa variante rappresenta un'evoluzione del virus stagionale che affrontiamo ogni anno, ma con caratteristiche che la rendono più trasmissibile e in grado di aggirare parzialmente l'immunità acquisita. Non è una minaccia da panico, ma è sicuramente una situazione che merita attenzione, sorveglianza rigorosa e, soprattutto, azione consapevole da parte di cittadini e istituzioni.


Uno studio di rilievo, frutto della collaborazione tra l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e l’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa, ha analizzato l'efficacia di un protocollo d'intervento concepito per la prevenzione delle malattie neurodegenerative. Il programma, basato sulla combinazione di attività fisica e stimolazione mentale in un ambiente socialmente attivo, ha dimostrato di potenziare la produzione di molecole con funzioni antinfiammatorie che esercitano un effetto protettivo sul tessuto cerebrale.

L’integrazione di esercizio motorio, allenamento cognitivo e la coltivazione di rapporti interpersonali può esercitare un’influenza notevole sul benessere del cervello in fase di invecchiamento. La recente pubblicazione su Brain, Behavior & Immunity – Health illustra come il programma multifattoriale, denominato "Train the Brain", non solo sia in grado di affinare le capacità cognitive in individui con Disturbo Cognitivo Lieve (MCI), ma anche di regolare la risposta infiammatoria del sistema immunitario, con risultati quantificabili attraverso esami ematici.

 

Quel compito che rimandi da giorni, quel messaggio a cui non rispondi, quella email che eviti di aprire. Tutti sappiamo come funziona: il pensiero del lavoro è sempre lì, in sottofondo, mentre scrolliamo il telefono, ordiniamo la scrivania, "controlliamo solo una cosa in più". Un nuovo studio dell'Università della California, Santa Barbara, ha scoperto che esiste un esercizio guidato di meno di due minuti capace di ridurre la resistenza emotiva e aumentare drasticamente la probabilità di iniziare, trasformando quello che sembra un insormontabile muro psicologico in un ostacolo superabile. La ricerca è pubblicata in BMC Psychology e il team ha già trasformato i risultati in un'app gratuita, Dawdle AI, disponibile su App Store.

 

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