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Due ore accanto al piccolo morto, poi il mare

Emma Bariosco 05 Ott 2026


Davanti alla Gold Coast australiana una megattera è rimasta per due ore vicino al piccolo nato morto, posato sul fondale. Il comunicato parla di ore e forse di giorni, e il titolo di ScienceDaily di lutto. Il paper documenta due ore e chiede cautela.
La mattina del 17 luglio 2025 una barca di cinque metri è ferma con i motori spenti davanti a Palm Beach, sulla Gold Coast australiana. È a circa un chilometro dalla riva. Il vento è debole e l’acqua è a 20,5 gradi. Vicino alla barca girano due megattere adulte, lunghe 12 o 13 metri. Verso le 8.30 una membrana amniotica affiora e galleggia in superficie. Alle 8.45 una telecamera GoPro inquadra un piccolo fermo sul fondale.

Il piccolo è più corto di quattro metri, forse sottodimensionato, e non mostra movimenti né respiro. Jan-Olaf Meynecke, della Griffith University, e Andrew Mulville, della Sea World Foundation, hanno descritto la scena su Discover Animals. È il resoconto di un caso singolo, accettato dalla rivista il 28 luglio 2026 e pubblicato ad accesso aperto. Il comunicato dell’università è stato ripreso da ScienceDaily il 22 settembre.
Il paper elenca i gesti della femmina che gli autori considerano la madre. Tocca il piccolo con la testa e con una pinna pettorale. Resta ferma accanto al corpo, all’altezza dell’occhio, per almeno un minuto alla volta. Fa immersioni brevi, da uno a due minuti, e riemerge a pochi metri dal punto di prima. A volte rotola in superficie. Non prova a sollevare il piccolo verso l’aria, come fanno altri cetacei con i neonati morti.


La seconda megattera resta vicina. Gli autori la considerano una scorta, un adulto che accompagna spesso le femmine nel periodo dei parti. In acqua si sentono vocalizzazioni, ma non si sa quale delle due le emetta. I comportamenti continuano per tutta l’osservazione, fino alle 10.
La documentazione dura due ore. La telecamera ha registrato 15 minuti di video, 12 con il piccolo nell’inquadratura. Il 18 e il 19 luglio due megattere adulte sono state avvistate nella stessa zona, da terra, durante i censimenti da Burleigh Heads e da alcuni passanti. Il paper non dice se fossero le stesse due. Non dice se il piccolo fosse ancora sul fondale. La coda della femmina è stata caricata su Happy Whale, un archivio che confronta le fotografie delle code e conta oltre 15.800 megattere identificate sulla costa orientale australiana. Il confronto non ha dato corrispondenze.


Il comunicato parla di una madre rimasta vicina al piccolo «per diverse ore e forse anche giorni». Le ore documentate sono due. I giorni sono un’ipotesi appoggiata ad avvistamenti senza identificazione. Il titolo di ScienceDaily va oltre e scrive che la madre forse ha portato il lutto per giorni.
Gli autori chiamano questo comportamento attenzione post mortem. In letteratura a volte viene chiamato lutto. Il termine tecnico per le cure rivolte a un altro individuo è comportamento epimeletico. Il paper scrive che i gesti osservati sono compatibili con queste risposte e suggeriscono un forte legame materno. Scrive anche che leggerli come lutto richiede cautela. Mancano misure fisiologiche e neurologiche, e il lutto resta difficile da dimostrare.
Fra i cetacei i casi noti riguardano quasi tutti gli odontoceti, i cetacei con i denti. I delfini contano per oltre il 90 per cento dei casi riportati. Il caso più citato è un’orca chiamata J35, che nel 2018 ha trasportato il piccolo morto per 17 giorni e oltre 1.500 chilometri. Per i misticeti, le balene con i fanoni, la letteratura è quasi vuota. Gli autori presentano il loro come il primo caso documentato in una megattera.


Il contesto è nel paper. Nel luglio 2025 sono stati segnalati sette piccoli di megattera morti e un giovane di età incerta. Il tratto di costa va dall’isola di K’gari, nel Queensland, a Ballina, nel Nuovo Galles del Sud. Gli autori li hanno contati da rapporti di enti pubblici, giornali e social network.
Il lavoro è finanziato in parte da un fondo filantropico privato, all’interno del programma Whales & Climate della Griffith University. Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse. L’osservazione ha seguito le regole australiane per l’avvicinamento alle balene. Il paper non genera né analizza un insieme di dati.
L’osservazione dalla barca finisce alle 10. Quello che succede dopo non è nel paper.


Bibliografia
Meynecke J.-O., Mulville A., «First documentation of humpback whale (Megaptera novaeangliae) post-mortem attendance of a stillborn», Discover Animals, 3, 88, accettato il 28 luglio 2026, accesso aperto con licenza CC BY-NC-ND 4.0. doi: 10.1007/s44338-026-00232-9
Griffith University, comunicato stampa, ripreso da ScienceDaily il 22 settembre 2026 con il titolo «Humpback whale mother may have mourned her dead calf for days» (fonte secondaria).



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