Martedì, 09 Giugno 2026


Il diabete di tipo 1 è sempre stato considerato, nell'immaginario comune, una malattia esclusiva dell'infanzia. In realtà, questa patologia autoimmune può manifestarsi frequentemente anche in età adulta, spesso superati i 30 anni. In questa fascia anagrafica, però, il rischio di una mancata diagnosi o di un'errata classificazione come diabete di tipo 2 (non autoimmune) è molto alto, con pesanti ripercussioni sulla tempestività e sull'efficacia delle cure.

A fare luce su questo fenomeno è un articolo pubblicato sulla rivista Diabetes Care, coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la University of Exeter. Lo studio analizza come l’età influenzi lo sviluppo, la diagnosi e la gestione della malattia lungo tutto l'arco della vita.

Pubblicato in Medicina

 

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