Cosa indicano: Si formano solo se un calo termico improvviso colpisce la pianta mentre è in fase di crescita attiva.
Il valore scientifico: Queste cicatrici confermano con precisione millimetrica che, in quel dato momento storico, l'albero aveva già iniziato a produrre legno.
I risultati della ricerca
Analizzando più di 4.000 esemplari tra larici, pini cembri e abeti rossi nelle Dolomiti, il team ha incrociato i dati legnosi con le registrazioni termiche giornaliere dal 1774 al 2020.
"Abbiamo riscontrato che il via alla crescita stagionale si è anticipato di circa 7 giorni per secolo", spiega Michele Brunetti (CNR). In totale, le conifere oggi iniziano a produrre legno circa due settimane prima rispetto a duecento anni fa.
Una risposta complessa al clima
Un dato interessante emerso dalla ricerca riguarda la discrepanza tra le diverse parti della pianta. Se la formazione del legno è anticipata di 14 giorni, la fioritura e la schiusura delle gemme hanno subito un'accelerazione molto più drastica, superando in alcuni casi il mese di anticipo.
Perché questo studio è fondamentale?
Stoccaggio del Carbonio: Poiché il legno è il principale "scrigno" in cui gli alberi sequestrano la CO2, capire quando inizia a formarsi è vitale per i calcoli ambientali.
Modelli Previsionali: Questi dati permettono di affinare le simulazioni su come le foreste reagiranno al riscaldamento globale nei prossimi decenni.
Rischi Agricoli: Le gelate tardive (maggio-giugno) che danneggiano il legno sono le stesse che mettono in ginocchio le colture, rendendo lo studio utile anche per la gestione agraria.

