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Meno carne, più Futuro: al via la settimana "Meat Free" del WWF

Alessia Di Gioacchino 26 Gen 2026

 

Il volto del nostro Pianeta è cambiato: oggi la fauna selvatica rappresenta appena il 4% della biomassa dei mammiferi terrestri, mentre il restante 96% è diviso tra esseri umani (36%) e animali da allevamento (60%). Parte da questo dato sbalorditivo la nuova edizione della Meat Free Week, l'iniziativa del WWF che, dal 26 al 30 gennaio, si inserisce nel mese del Veganuary per promuovere una riflessione profonda sulle nostre abitudini alimentari.

Attraverso la campagna Our Future, il WWF utilizzerà i propri canali social per illustrare 6 ragioni fondamentali per cui ridurre il consumo di proteine animali sia una scelta necessaria per la salute globale, il clima e la salvaguardia della biodiversità.

L'impatto invisibile degli allevamenti intensivi
In Italia, circa l’80% della carne proviene da sistemi intensivi. Questi non occupano solo lo spazio fisico delle stalle, ma "consumano" milioni di ettari di ecosistemi naturali — specialmente in Sud America — convertiti in piantagioni di soia e mais per mangimi.

Numeri record: Oltre 200 milioni di ettari nel mondo sono destinati ai mangimi, una superficie superiore all'intera area agricola dell'Unione Europea.

Il paradosso italiano: Nonostante il calo del numero di aziende zootecniche, gli impianti rimasti sono diventati più grandi e affollati, aumentando le emissioni e compromettendo il benessere animale e la resilienza dei territori rurali.

Una filiera poco trasparente
Il consumatore si trova spesso davanti a un "buio informativo". Circa il 90% dei prodotti animali nella grande distribuzione non offre dettagli chiari sulle condizioni di vita degli animali. Anche la percezione dell'origine "nazionale" è spesso illusoria:

Il 60% della carne bovina e il 40% di quella suina consumata in Italia è importata.

Molti prodotti trasformati (hamburger, cotolette, preparati pronti) contengono miscele di carni extra-UE congelate e poi scongelate.

Manca l'obbligo di indicare se la carne provenga da aree soggette a deforestazione, rendendo difficile una scelta etica consapevole.

Rischi per la salute e il sistema alimentare
Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia, mette in guardia sulla fragilità di questo modello:

"Gli allevamenti intensivi sono sistemi ad alto dispendio energetico che dipendono massicciamente da farmaci e input esterni. L’alta densità animale favorisce malattie e lo sviluppo di antibiotico-resistenza, una delle minacce sanitarie più gravi del nostro tempo secondo l'OMS."

Il cambiamento parte dai giovani
Mentre la politica fatica a calendarizzare la proposta di legge per la transizione agroecologica della zootecnia (presentata nel 2024), la società civile sta già cambiando rotta. Nel 2024, oltre 15 milioni di famiglie italiane hanno scelto alternative vegetali. Il dato più forte arriva dai giovani (17-35 anni): l'82% ha già adottato o desidera adottare una dieta a base vegetale per proteggere l'ambiente.

La Meat Free Week è un invito a sperimentare: ogni pasto è un'occasione per ridurre la pressione sugli ecosistemi e restituire spazio alla natura selvaggia.

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