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Il segreto di Stradivari? Un "patto" tra clima e foreste alpine

Alessia Di Gioacchino 16 Feb 2026

 

Non fu solo il tocco magico delle mani di Antonio Stradivari a rendere immortali i suoi violini, ma anche una combinazione irripetibile di cambiamenti climatici e selezione botanica. Un imponente studio internazionale, guidato dal Cnr-Ibe (Istituto per la bioeconomia) e pubblicato su Dendrochronologia, ha svelato come il liutaio cremonese scegliesse con precisione chirurgica il legno d'alta quota della Val di Fiemme, cresciuto durante un’epoca climatica eccezionale.

La dendrocronologia svela la "Golden Age"
Attraverso l'analisi di 314 serie di anelli di accrescimento su ben 284 strumenti originali, i ricercatori hanno condotto la più vasta indagine mai realizzata sull'opera di Stradivari. I risultati mostrano un cambiamento netto nel metodo di lavoro del maestro:

Fase giovanile: Stradivari utilizzava legni di provenienza varia e meno identificabile.

Il Periodo d'Oro (inizio Settecento): Coincide con una scelta sistematica e quasi esclusiva dell'abete rosso del Trentino orientale.

Il "Minimo di Maunder": quando il freddo creò la musica
Il segreto della qualità sonora risiede nel clima di fine Seicento. Tra il 1645 e il 1715, la Terra visse il cosiddetto Minimo di Maunder, un periodo di scarsa attività solare e temperature molto rigide.

Crescita rallentata: Il freddo costringeva gli abeti a stagioni vegetative brevissime.

Legno perfetto: Questo generava anelli di crescita sottili, fitti e straordinariamente regolari, conferendo alle tavole armoniche una densità e un'omogeneità ideali per la propagazione del suono.

"Stradivari era estremamente meticoloso," spiega Mauro Bernabei, coordinatore della ricerca per il Cnr-Ibe. "Abbiamo scoperto che utilizzava tavole ricavate dallo stesso identico tronco per costruire violini diversi, prodotti anche a distanza di molti anni, per non sprecare quel materiale eccezionale."

Un'eredità che unisce scienza e liuteria
Lo studio non solo conferma l'importanza delle foreste alpine nella storia della musica, ma rende omaggio alla carriera di John Carass Topham, liutaio e pioniere della dendrocronologia scomparso nel 2025, i cui dati sono stati fondamentali per mappare i segreti del legno stradivariano.

Questa ricerca dimostra come il successo di un'opera d'arte possa dipendere da un equilibrio delicatissimo tra l'ambiente e il genio umano, trasformando un evento climatico globale in una vibrazione sonora insuperabile.

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