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Mercurio e il segreto della sua contrazione: la grafite come lubrificante crostale

Francesco Defler 12 Set 2026

 

Il raffreddamento interno di Mercurio dura da miliardi di anni e ne causa una progressiva contrazione. Questo fenomeno deforma la crosta e genera immense scarpate di faglia (lobate scarps), che si estendono per centinaia di chilometri superando i 2000 metri d'altezza. Uno studio intitolato Graphite lubricates Mercury’s global contraction, pubblicato su Nature Communications, rivela che tale processo è stato favorito dalla presenza di grafite (il medesimo materiale delle mine per matite) integrato nella superficie del pianeta.

La ricerca è stata condotta da un team dell'Università di Padova, dell'INAF-OAPD e dell'Università di Milano-Bicocca. I ricercatori hanno integrato l'analisi topografica di Mercurio con test meccanici e d'attrito condotti in laboratorio su rocce analoghe a quelle della crosta mercuriana.

Punti chiave della scoperta:

Origine antica e impatto attuale: Lo strato di grafite si è formato durante le prime fasi della vita di Mercurio e ha guidato la sua tettonica fino a oggi. Il pianeta potrebbe essersi rimpicciolito molto più di quanto ipotizzato finora.

Meccanismo unico nel Sistema Solare: Privo di fluidi idrotermali come quelli che lubrificano le faglie sulla Terra (a causa della vicinanza al Sole e della gravità limitata), Mercurio sfrutta invece sottili pellicole di grafite per agevolare lo scorrimento dei grandi sistemi di faglia.

Dichiarazioni dei ricercatori: Natalia A. Vergara Sassarini (INAF-OAPD) e il coordinatore Matteo Massironi (Università di Padova) hanno evidenziato come gli albori di un pianeta condizionino la sua morfologia miliardi di anni dopo. Telemaco Tesei e Andrea Bistacchi hanno invece sottolineato il ruolo chiave della grafite in sostituzione dell'acqua nel ridurre l'attrito tettonico.

Prospettive future con BepiColombo

In vista dell'entrata in orbita attorno a Mercurio della missione ESA/JAXA BepiColombo (prevista per il prossimo novembre), la scoperta fornisce nuove linee guida scientifiche. Lo strumento di bordo SIMBIO-SYS permetterà di mappare le imponenti faglie in 3D, studiarne la composizione mineralogica e confermare la distribuzione della grafite in prossimità delle fratture.

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